Tra i numerosi giovani artisti, soprattutto pittori, nel secondo dopoguerra non tutti si sentirono tuttavia a proprio agio all’interno di una pittura esclusivamente figurativa. Le nuove istanze sociali e politiche rendevano ormai insufficiente, agli occhi di alcuni, quel linguaggio tradizionale, avvertito come incapace di esprimere pienamente la complessità del presente.
Nacquero così esperienze e gruppi che cercarono di discostarsi dal figurativo. In questo clima si colloca anche l’esperienza degli Irrazionali, alla quale Paolo Bottai prese parte in maniera determinante, diventandone il teorico.
L’artista ha attraversato un percorso non facile: una ricerca interiore condotta anche sul piano personale e culturale, alimentata da un continuo desiderio di conoscenza e di sperimentazione.
Proprio in questo substrato “nuovo” si sviluppa il mondo pittorico di Paolo Bottai, la cui opera può essere considerata, per molti aspetti, una manifestazione originale e personale della pittura contemporanea.
Per molti anni Bottai ha lavorato e sperimentato, fino ad approdare a una pittura nella quale il dato figurativo non scompare completamente, ma viene trasformato e ricondotto a una dimensione più intima e mentale. La sua ricerca si nutre infatti anche di letture filosofiche e psicologiche, che contribuiscono alla progressiva elaborazione di un linguaggio autonomo.
L’artista ha prodotto opere appartenenti a diversi filoni, nei quali emerge tuttavia una continuità profonda della ricerca.
L’immediatezza del colore, le forme, le luci e le ombre diventano progressivamente gli strumenti attraverso i quali Bottai dà corpo alle proprie percezioni. I colori sono spesso intensi e luminosi; le figure e le forme si susseguono e si compenetrano, creando un universo pittorico fitto, dinamico e talvolta inquieto.
In alcuni lavori questa libertà cromatica e compositiva può richiamare, per energia e intensità, esperienze dell’arte moderna che hanno fatto del colore uno dei principali strumenti espressivi. Ma in Bottai tali suggestioni vengono ricondotte a un linguaggio personale, costruito attraverso una lunga ricerca.
La serie degli animali nudi, così come altre composizioni nelle quali compaiono creature, figure e forme fantastiche, mostra bene questa libertà interpretativa: il dato naturale non viene semplicemente riprodotto, ma trasformato dall’immaginazione dell’artista.
È però soprattutto la ricerca legata al Subliminale a costituire uno degli aspetti più interessanti della sua produzione. Qui l’artista supera la rappresentazione immediata del reale per rivolgersi verso ciò che appartiene alla dimensione interiore, all’inconscio, alla memoria e alle immagini che emergono dalla mente. La documentazione relativa alla sua opera conferma che questa ricerca diventa centrale a partire dalla fine degli anni Novanta.
Bottai osserva attentamente ciò che vede e ciò che sente, costruendo composizioni nelle quali forme umane, animali e altre presenze si intrecciano fino a generare immagini non immediatamente decifrabili. È una pittura complessa, intellettuale, ma al tempo stesso fortemente istintiva.
Tra le caratteristiche più interessanti della sua produzione vi è proprio questa capacità di tenere insieme controllo e libertà, osservazione e immaginazione, materia e pensiero.
Bottai ha partecipato a numerose mostre collettive e personali e ha ottenuto, nel corso della propria attività, diversi riconoscimenti. La sua opera rappresenta oggi un percorso che impone di essere osservato e ammirato nella sua evoluzione complessiva, dalle esperienze figurative alle ricerche più mature legate al mondo interiore e al subliminale.