<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Alessandro Schiavetti Archivi - Associazione culturale Paolo Bottai</title>
	<atom:link href="https://paolobottai.it/nome_critici/alessandro-schiavetti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://paolobottai.it/nome_critici/alessandro-schiavetti/</link>
	<description>Paolo Bottai e il viaggio fantastico nella mente dell&#039;artista</description>
	<lastBuildDate>Sun, 20 Sep 2026 07:28:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.2</generator>

<image>
	<url>https://paolobottai.it/wp-content/uploads/2023/05/icon-paolobottai-100x100.png</url>
	<title>Alessandro Schiavetti Archivi - Associazione culturale Paolo Bottai</title>
	<link>https://paolobottai.it/nome_critici/alessandro-schiavetti/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">221192359</site>	<item>
		<title>Gli Irrazionali. Una rivoluzione contro una ragione imposta.</title>
		<link>https://paolobottai.it/critico/alessandro-schiavetti-mostra-irrazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin9701]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 07:28:29 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://paolobottai.it/?post_type=critico&#038;p=5268</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel punto numero cinque del Manifesto tecnico del gruppo degli Irrazionali, si legge testualmente “Ci opponiamo alle mode e alle tendenze del mercato dell’arte, immunizzandoci alle influenze esterne che ne corrompono la purezza”. Basterebbe questo per capire il distacco prorompente che il gruppo di artisti decideva di imporre al proprio regime creativo, un tragitto libero [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://paolobottai.it/critico/alessandro-schiavetti-mostra-irrazionali/">Gli Irrazionali. Una rivoluzione contro una ragione imposta.</a> proviene da <a href="https://paolobottai.it">Associazione culturale Paolo Bottai</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="elementor-element elementor-element-61b44c3 elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="61b44c3" data-element_type="widget" data-widget_type="heading.default">
<p class="p1">Nel punto numero cinque del Manifesto tecnico del gruppo degli Irrazionali, si legge testualmente <i>“Ci opponiamo alle mode e alle tendenze del mercato dell’arte, immunizzandoci alle influenze esterne che ne corrompono la purezza”</i>.</p>
<p class="p1">Basterebbe questo per capire il distacco prorompente che il gruppo di artisti decideva di imporre al proprio regime creativo, un tragitto libero e privo di imposizioni, liberato da vincoli di stile, ma soprattutto coeso nelle idee e basato su un viaggio di emozioni istintive, dettate da sensazioni lucide e provenienti dal profondo animo di ognuno dei componenti del gruppo stesso.</p>
<p class="p1">Un messaggio odierno, coevo, incredibilmente contemporaneo.</p>
<p class="p1">Sin dal primo momento in cui mi sono avvicinato allo studio degli Irrazionali, grazie ai materiali e alla maniacale conservazione di notizie da parte di Manuel Bottai, figlio dell’artista Paolo Bottai, mi sono reso conto di avere di fronte un gruppo di formidabili sperimentatori.</p>
<p class="p1">Certo, <i>“&#8230;senza aver inventato niente di nuovo in quanto basta aprire un trattato di pittura qualsiasi per ritrovare analogie programmatiche similari&#8230;”</i>, come testimoniato dal Bottai stesso, ma con la consapevolezza di aver accesso all’archivio di un gruppo di ricercatori veri per stile e idee, che non ha voluto mai ingannare il pubblico, cercando di essere attendibile come gruppo stesso sia nelle parole che nei fatti.</p>
<p class="p1"><strong>Gli Irrazionali sono stati attenti osservatori della società e impavidi ideatori d’arte in un’area geografica dove la stabilità dell’attinenza aveva basato i pilastri di un vero e proprio credo tecnico e teorico che è durato – e ahimè, continua a durare ancora spesso oscurando gli infiniti gangli del contemporaneo &#8211; moltissimi anni</strong>.</p>
<p class="p1">Guidati e spinti dalla frenesia innovatrice di Bottai, vero e proprio teorico del gruppo &#8211; grazie anche alle sue esperienze pittoriche veneziane che stava portando avanti parallelamente &#8211; e svestiti dal consueto approccio macchiaiolo, gli Irrazionali tennero molte conferenze sia in Toscana che fuori regione, ottenendo inizialmente diffidenza, infine applausi e apprezzamenti.</p>
<p class="p1">Questo gruppo di artisti, oltre a Bottai, era formato dal pittore e scultore <span class="s1"><b>Gino Donati</b></span>, dal pittore <span class="s1"><b>Ellenio Mischi</b></span>, dal pittore e sculture <span class="s1"><b>Franco Paoli</b></span>, dal pittore e performer <span class="s1"><b>Enrico Mori</b></span>, dal pittore e ceramista <span class="s1"><b>Mauro Gani</b></span>, e dal pittore, professore e critico <span class="s1"><b>Guido Guideri</b></span>.</p>
<p class="p2"><strong>Un gruppo unico per idee, concezioni e sperimentazioni artistiche</strong>; un gruppo che mirava a denudare la visione del vero dai suoi abiti tradizionali, donando al vero stesso tutto quello che una primordiale irrazionalità ben sussurrata dall’animo di ognuno dei membri dello stesso insieme, voleva mettergli addosso. Lo scontro con la tradizione e con l’allora diffidente contemporaneità fu acceso, ma essi portavano avanti sin dall’inizio argomentazioni e dibattiti sempre lucidi, con tenacia e determinazione e tali da smontare – e stimolare &#8211; ogni genere di critica, arenata a idee ormai già passate.</p>
<p class="p2"><i>“Ogni settimana ci trovavamo sul lungomare di Caletta, a ridosso della pineta, dove potevamo godere di un panorama perfetto tra barche, porticciolo e mare, e dove poter sperimentare e affinare le nostre creatività”</i>, testimonia l’ultimo degli Irrazionali, Mauro Gani.</p>
<p class="p2">Un nuovo approccio al metodo, il loro; un sistema di studio visivo che che cambiava il soggetto nella sua rappresentazione ultima, svincolandolo da regole imposte o ordinazioni pittorico-sociali.</p>
<p class="p2">Il vero fu scarnificato letteralmente nelle mani di questo gruppo, portandolo quasi a un fresco essenzialismo che li allontanava di fatto dal meccanismo realizzativo dei bozzetti labronici.</p>
<p class="p2">Nella mente degli Irrazionali &#8211; nascono idee nuove, trasposte poi in pittura e sperimentazioni che scardinavano parte della cultura tradizionale che ha sempre visto qualsiasi attività legata al non cosciente una vera e propria alienazione, eliminando di fatto tutto ciò che vi è distante.</p>
<p class="p2">Le opere degli Irrazionali invitano l’osservatore ad abbassare il livello di vigilanza nei confronti della <i>‘ragione’</i> che continuamente richiama all’ordine e al programmato, portando questa a scoprire tratti istintivi &#8211; magari nascosti volutamente dagli artisti &#8211; e cromatismi ben delineati di figure e paesaggi che si svestono così del consueto, innescando de facto un meccanismo di revisione interpretativa su scala ben più ampia.</p>
<p class="p2">Come scrissi per un catalogo dedicato a Bottai stesso, <i>“questo risulta in sintesi un concetto di spoliazione di rigidità, rendendo le opere, al contrario di quello che si può istintivamente pensare, più vere possibili; mi vengono in mente molti lavori degli anni Trenta del secolo scorso relativi agli artisti della Scuola di New York, ove, caduta la razionalità coi suoi miti in un dopoguerra di risveglio, venne a prevalere a livello artistico il lato imprevedibile della natura umana, non più incatenata ma libera di spaziare anche nei lati più oscuri del proprio subconscio. Basti pensare alla rivoluzionaria cultura Dada, che ha messo in dubbio l’estetica artistica e le ideologie politiche di un passato rigido, rifiutando ragione e logica, e mettendo invece in rilievo stravaganza e libertà espressiva, l’uno, in tutta la sua potenziale fantasia assoluta”</i>.</p>
<p class="p2">Gli irrazionali così ragionavano sempre meno, e dipingevano sempre di più, eliminando lo scontato e in fiero contrasto con la parte più razionale della pittura; con contrasti interiori, vibrazioni, istinti e visioni, per un decennio intero si distaccarono dalla macchia e da tutto quello che ne era conseguente.</p>
<p class="p2">Ma soprattutto, ricollegandomi all’incipit di questo scritto, <strong>non seguivano imposizioni pregresse o mode imposte, contemplando e divulgando artisticamente un senso di libertà senza confine</strong>.</p>
<p class="p2">Ed è qui, nelle parole di presentazione di una mostra del 1972, che si sintetizza tutto il pensiero irrazionale che per un decennio ha spinosamente rivoluzionato la pittura labronica della costa:</p>
<p class="p2"><i>“Oggi è invaso l’uso di acquistare il quadro come si usa per le cravatte e le scarpe, oppure per eccesso opposto, si compra la firma, il nome affermato, fidando unicamente negli indirizzi di mercanti, con pochi scrupoli o di presunti intenditori. Naturalmente chi viene ingannato è sempre lui, il pubblico. Noi che crediamo di essere sinceri con noi stessi, invitiamo il pubblico a visitarci ed a osservare i nostri lavori, per quello che sono e che dicono esteticamente, non per quello che devono essere. Non abbiamo pretese intellettuali, il contenuto e la forma cerchiamo </i><i style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji';">di capirlo in quei rari momenti di sincera spontaneità e non sempre ci riusciamo. Se ci siamo denominati Irrazionali lo abbiamo fatto contro il raziocinio precedentemente indicato, tuttavia sappiamo con soddisfazione di non essere gli unici in questa ricerca”</i><span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji';">.</span></p>
<p class="p5"><b><br />
Alessandro Schiavetti<br />
</b><em><span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji';">Critico e curatore d’arte<br />
</span><span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji';">Presidente ACS Art Center</span></em></p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://paolobottai.it/critico/alessandro-schiavetti-mostra-irrazionali/">Gli Irrazionali. Una rivoluzione contro una ragione imposta.</a> proviene da <a href="https://paolobottai.it">Associazione culturale Paolo Bottai</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5268</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Paolo Bottai. Oltre la ragione</title>
		<link>https://paolobottai.it/critico/alessandro-schiavetti-bottai-irrazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin9701]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 07:09:57 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://paolobottai.it/?post_type=critico&#038;p=5267</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il periodo del Bottai Irrazionale: 1970-1980. Paolo Bottai è stato un artista che ha avuto una straordinaria capacità di osservazione e di sperimentazione. Uno di quegli artisti che non finisci mai di studiare e di esaminare per le sue innumerevoli caratteristiche produttive. Sui generis, profondo, incredibilmente contemporaneo. Un uomo che ha spaziato nella ricerca artistica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://paolobottai.it/critico/alessandro-schiavetti-bottai-irrazionale/">Paolo Bottai. Oltre la ragione</a> proviene da <a href="https://paolobottai.it">Associazione culturale Paolo Bottai</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="elementor-element elementor-element-61b44c3 elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="61b44c3" data-element_type="widget" data-widget_type="heading.default">
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Il periodo del Bottai Irrazionale: 1970-1980.</strong><br />
P</span>aolo Bottai è stato un artista che ha avuto una straordinaria capacità di osservazione e di sperimentazione.</p>
<p class="p2">Uno di quegli artisti che non finisci mai di studiare e di esaminare per le sue innumerevoli caratteristiche produttive. Sui generis, profondo, incredibilmente contemporaneo.</p>
<p class="p2"><strong>Un uomo che ha spaziato nella ricerca artistica senza vincoli di alcun tipo, privo di imposizioni dettate dal periodo storico, fuori da ogni logica accademica e grande esploratore delle profondità più recondite dell’essere umano</strong>.</p>
<p class="p2">Il periodo denominato degli ‘Irrazionali’, derivante dal nome del gruppo formatosi negli anni Settanta e composto, oltre che dallo stesso Bottai &#8211; vero e proprio teorico del gruppo &#8211; dal pittore e scultore <b>Gino Donati</b>, dal pittore <b>Ellenio Mischi</b>, dal pittore e scultore <b>Franco Paoli</b>, dal performer e pittore <b>Enrico Mori</b>, da <b>Mauro Gani</b>, pittore e ceramista, e da <b>Guido Guideri</b>, pittore e critico, ha rappresentato un unicum per idee, concezioni e rivoluzione di pensiero artistico; nel suo manifesto spicca quell’obiettivo di togliere di fatto gli abiti già cuciti sulla visione del ‘vero’, reinterpretandola con impulsi e istinti privi di ogni vincolo costruttivo e di fatto rivestendola della sua più primordiale irrazionalità.</p>
<p class="p2">In Bottai giustappunto, e con focus mirato su tutta la sua produzione nel periodo di appartenenza al gruppo, non si tende a escludere la ragione in quanto tale &#8211; ratio -, ma si pone per il gesto artistico da essa derivato una nuova interpretazione, che porta alla confutazione del suo ruolo ordinario in pittura, mostrandolo nudo, ripulito, non esclusivo e quindi insufficiente rispetto all’intuizione e all’istinto, che di fatto vanno a superare la ragione stessa. Oltrepassandola.</p>
<p class="p2"><strong>La ragione, in questo senso pittorico, non serve più, e il suo limite viene superato.</strong><br />
<strong>Nei lavori prodotti nel periodo degli Irrazionali, in Bottai si intravede proprio quell’impeto tendente all’impulso creativo; un impulso vero e proprio nel suo termine lessicale, inteso cioè come atto che sorge improvviso, rapido, talora veicolo di forza che tende a spingere verso nuovi orizzonti</strong>.</p>
<p class="p2">Una propulsione al nuovo, all’inedito, al totalmente libero.</p>
<p class="p2">Spesso nell’arte ci troviamo di fronte alla domanda che un po’ tutti gli artisti si fanno, oltrepassando la ragione, e che è <strong>“cos’è la creatività”</strong> nel suo senso più profondo d’intesa, quasi filosofico.</p>
<p class="p2">Se ci pensiamo bene questa caratteristica unica nell’essere umano diviene compiuta quando crolla completamente in noi la razionalità del pensiero indotto, ovvero quando, come nel caso di un bambino si ha una piena e pura capacità di immaginare, alimentando quindi la fantasia grazie all’unicità della persona stessa che ne è radice scaturente. <strong>Uno degli obiettivi del corpus del pensiero irrazionale di Paolo Bottai è proprio questo, liberarsi cioè dai manierismi e dalle imposizioni accademiche, oltre che dalla geografia della ‘macchia’, che costituiva pressoché tutto l’artistico humus labronico nel suo periodo di strutturazione e di ricerca</strong>.</p>
<p class="p2">Le opere irrazionali di Bottai invitano quindi l’osservatore ad <strong>abbassare il livello di vigilanza nei confronti della ‘ragione’</strong> che continuamente richiama all’ordine e al programmato, portandolo a scoprire tratti istintivi e cromatismi ben delineati di figure e paesaggi che si svestono così del consueto, innescando tutto un meccanismo di revisione interpretativa su scala ben più ampia.</p>
<p class="p2">Su questo concetto di spoliazione della rigidità imposta, mi vengono in mente molti lavori degli anni Trenta del secolo scorso ad esempio relativi agli artisti della Scuola di New York, ove, caduta la razionalità coi suoi miti in un dopoguerra di risveglio, venne a prevalere a livello artistico il lato imprevedibile della natura umana, non più incatenata ma libera di spaziare anche nei lati più oscuri del proprio subconscio. Basti pensare anche alla rivoluzionaria <strong>cultura Dada</strong>, che ha messo in dubbio l’estetica artistica e le ideologie politiche di un passato rigido, rifiutando ragione e logica, e mettendo invece in rilievo stravaganza e libertà espressiva, l’uno, in tutta la sua potenziale fantasia assoluta.</p>
<p class="p2">Nella mente di Bottai &#8211; e degli Irrazionali &#8211; nascono idee nuove, trasposte poi in pittura e sperimentazioni che scardinano parte della cultura tradizionale che ha sempre visto qualsiasi attività legata al non cosciente una vera e propria alienazione, eliminando di fatto tutto ciò che vi è distante.</p>
<p class="p2">Proprio per questo motivo c’è un totale compiacimento nell’osservare i lavori dell’artista, che come tornando a un sentore preistorico, ci regala la bellezza dell’origine stessa, attraverso stesure istintive di tratti e colori mai pedissequi, sprigionati da quell’impulso volto a scardinare i dogmi che da sempre, tentano di ingabbiare l’evoluzione naturale della creatività.</p>
<p class="p5"><b><br />
Alessandro Schiavetti<br />
</b><em><span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji';">Critico e curatore d’arte<br />
</span><span style="font-family: -apple-system, BlinkMacSystemFont, 'Segoe UI', Roboto, 'Helvetica Neue', Arial, 'Noto Sans', sans-serif, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji';">Presidente ACS Art Center</span></em></p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://paolobottai.it/critico/alessandro-schiavetti-bottai-irrazionale/">Paolo Bottai. Oltre la ragione</a> proviene da <a href="https://paolobottai.it">Associazione culturale Paolo Bottai</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5267</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il mondo sotto la soglia</title>
		<link>https://paolobottai.it/critico/alessandro-schiavetti-subliminale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin9701]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2026 14:26:54 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://paolobottai.it/?post_type=critico&#038;p=5238</guid>

					<description><![CDATA[<p>La ragione non è sufficiente per poter donare una cerchiatura alla conoscenza, né per potersi ergere a demiurgo nei confronti dell’esperienza e della sua complessa totalità. Avere di fronte le opere realizzate da Paolo Bottai, e in particolare quelle denominate “Dal Subliminale”, rappresenta un viaggio nella mente di un artista incredibilmente sui generis. C’è una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://paolobottai.it/critico/alessandro-schiavetti-subliminale/">Il mondo sotto la soglia</a> proviene da <a href="https://paolobottai.it">Associazione culturale Paolo Bottai</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="elementor-element elementor-element-61b44c3 elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="61b44c3" data-element_type="widget" data-widget_type="heading.default">
<p class="p1">La ragione non è sufficiente per poter donare una cerchiatura alla conoscenza, né per potersi ergere a demiurgo nei confronti dell’esperienza e della sua complessa totalità.</p>
<p class="p1"><strong>Avere di fronte le opere realizzate da Paolo Bottai, e in particolare quelle denominate “Dal Subliminale”, rappresenta un viaggio nella mente di un artista incredibilmente <em>sui generis</em></strong>.</p>
<p class="p1">C’è una sfrenata evidenza di vita nei suoi tratti e nei suoi colori, che va ben oltre una fenomenologia fisica dettata da un pensiero artistico vincolato; l’opera di Bottai è invece un’opera libera, un’opera in costante evoluzione e ricerca. Accademia, ordine e maniera lasciano spazio nei suoi lavori alle pulsioni, all’irrazionale e a quei substrati dell’inconscio che riescono a depurarne il tratto, rendendolo unico.</p>
<p class="p1">Uno stile il suo che sfida le elaborazioni artistiche tradizionali e che vuole esprimere emozioni, intuizioni o concetti astratti in modo non convenzionale. Si ritrova infatti nelle opere di Bottai una profonda tematica imperniata sul concetto di contrapposizione, spazio questo nel quale il rapporto di antitesi e confronto diviene protagonista tra continue opposizioni, che hanno costituito e che costituiscono un parallelo con la vita e col pensiero dell’uomo e con la sua sociale quotidianità. Nell’arte visiva in genere, la contrapposizione diviene un confronto tra elementi come colori, forme, personaggi o temi, per enfatizzarne le differenze e per creare quell’interesse visivo che stimoli l’interpretazione personale, sviluppando così una propria coscienza sull’elaborazione dell’immagine senza che essa sia precedentemente condizionata.</p>
<p class="p1"><strong>È così che i sicuri pennelli di Bottai traspongono su piano infinite e consequenziali contrapposizioni tematiche, cromatiche e geometriche</strong>.</p>
<p class="p1">Su un incrociarsi frenetico ma incredibilmente fluido di figure antropomorfe, animali, fantastiche e oniriche, si concatenano e si confrontano tra loro il bene e il male, l’oscurità e la luce, l’odio e l’amore, l’acuto e il grave, paure e sicurezze, il visibile e l’ignoto, l’industriale e il naturalistico.</p>
<p class="p1">Nelle numerose opere “Dal Subliminale” non esiste un senso di costrizione imposto, bensì una libertà interpretativa che affonda le proprie radici sull’unicum delineato da una folla di figure che compongono un impianto d’immagine solido e mai banale.</p>
<p class="p1">In un tratto magari appena accennato e in elementi stilizzati che si replicano ma che non si identificano mai tra loro, si scorge una complessa visione di quell’ipogeo artistico che Bottai ricerca attraverso una grande dedizione allo studio, alla ricerca, alla lettura e all’introspezione dell’Io, facendo così emergere quella profonda stratigrafia pittorica, che si alimenta proprio nel concetto stesso che ne identifica il filone di studio, “Dal Subliminale”, sub limen, cioè al di sotto della soglia.</p>
<p class="p1">Paolo Bottai indaga e scandaglia al di sotto di questa, ripescando suggestioni e pensieri, sogni e memorie e lasciando scorrere ricerca e creatività senza condizionamenti di superficie, e imposizioni dettate dalla ragione <em>(“Un mondo che esiste in una parte buia di noi, un mondo dietro lo specchio”. Cit. Bottai, 1998)</em>.</p>
<p class="p1">Difficile se non impossibile inquadrare o cercare di creare paralleli tra la pittura di Bottai e qualsiasi movimento conosciuto, l’artista si distacca nel suo <em>continuum pittorico</em> da quadri metodici e idealistici, in quanto nei suoi lavori prevale una non omogenea matrice realizzativa, che rende unico il suo stile, esternato in queste opere con eccentrici microcosmi fantastici che aprono l’osservatore ad ogni via di interpretazione, proprio quello che l’umano subconscio consente sporadicamente di avvertire di fronte ad un immagine di non facile lettura.</p>
<p class="p1"><strong>Proprio per questo motivo a mio avviso l’opera di Bottai raggiunge quell’obiettivo di &#8220;continuativa contemporaneità&#8221;</strong> che raramente si incontra in un artista, vuoi per le infinite chiavi di lettura che ogni opera germoglia dal suo substrato più profondo ogni volta, vuoi per la fluida rappresentazione delle forme e degli oggetti che si trovano nei suoi lavori, che interagiscono senza distinzione alcuna tra loro, donando all’opera stessa una continuativa formula di reinterpretazione, tra metafore e allusioni.</p>
<p class="p1">La sua è una vera <em>&#8220;Contemporaneità&#8221;</em>, in quanto il suo lavoro non accenna mai a una lettura completa, riformulandosi ogni volta con letture e significati diversi che emergono man mano dagli strati più profondi della sua stessa pittura; ed è davvero la sua una contemporaneità ‘continuativa’ in quanto, come accade ad esempio – con tecniche differenti ma con istinti similari &#8211; nel Sistema di creazione plastica infinita del grande artista <strong>Ángel Muriel</strong>, ultimo vero surrealista spagnolo, esiste in lui un metodo di evoluzione pittorica che dona ad ogni suo lavoro ‘subliminale’ una matrice infinita che può dilatarsi in concatenazioni addizionali, senza alcuna possibilità di duplicare un corpus d’immagine già utilizzato in precedenza.</p>
<p class="p1"><strong>La grande maggioranza delle opere di questa tipologia che Bottai ci ha presentato, ti fa soffermare a lungo dandoti la possibilità di aprire innumerevoli connessioni interpretative, fornendoti i mezzi per poter viaggiare all’interno di esse con la tua stessa creatività; ogni figura – più o meno leggibile &#8211; rappresentata nel mezzo delle sue opere, diviene protagonista di un racconto a sé, oppure diviene allo stesso modo osservatrice silenziosa dei racconti narrati delle altre figure</strong>. Una grande mole di straordinarie opere che con tutta onestà, amo osservare e capire, studiare e approfondire a lungo, elogiando infine l’enorme lavoro d’archivio realizzato dalla famiglia dell’artista, che con enorme stima invito a portare avanti con determinazione, con l’obiettivo di donare ancor più luce, al lavoro di questo importantissimo artista.</p>
<p class="p3"><b><br />
Alessandro Schiavetti<br />
</b><em>Curatore d’arte, è Presidente di ACS Art Center e Direttore del CEC Centro Espositivo Comunale di Cecina</em></p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://paolobottai.it/critico/alessandro-schiavetti-subliminale/">Il mondo sotto la soglia</a> proviene da <a href="https://paolobottai.it">Associazione culturale Paolo Bottai</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5238</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
